antwort117Gary Stokes, leader della campagna di Sea Shepherd in difesa degli squali a Timor Est, risponde alla dichiarazione rilasciata dal Direttore Generale dell'Agricoltura e della Pesca al Timor Post del 21 settembre, in cui egli afferma: "L'azienda Hong Long non pesca squali appartenenti a specie protette”.

La pazienza dà buoni frutti e, in questo caso, il Direttore Generale dell'Agricoltura e della Pesca di Timor Est si è ora sbugiardato da solo. Acacio Guterres, facente parte del Ministero per le Politiche Agricole, ha scelto pubblicamente di prendere le parti di un'azienda straniera di pesca, notoriamente criminale, piuttosto che tutelare l'interesse del popolo di Timor Est.

Guterres protegge le risorse naturali del popolo di Timor Est, come richiede l'incarico che egli ricopre? Come fa Guterres a sapere che la flotta della Hong Long non pesca squali appartenenti a specie protette? Si accontenta di credere a ciò che l'azienda afferma? Sappiamo che in realtà, nel mese di febbraio del 2017, quell'azienda aveva pescato squali protetti, ma non ha subito alcuna conseguenza, quindi come può egli dichiarare che ora l'azienda non ne ha pescati? Il Direttore Generale dell'Agricoltura e della Pesca non può asserire che l'azienda non abbia pescato alcuno squalo appartenente a specie protette a meno che egli abbi ispezionato ogni sacco che si trova a bordo. Nelle sue dichiarazioni sta semplicemente dando aria ai denti.

Guterres afferma che la flotta della Hong Long non ha come proprio obiettivo gli squali, ma sta semplicemente pescando squali la cui pesca è legale in base alle leggi di Timor Est. Dato che il 90% del pescato di questa flotta è costituito da squali, le cose chiaramente non stanno come dice Guterres. Una copia della domanda di permesso di pesca indica come obiettivi della pesca “Pesci che vivono sui fondali, cernie, dentici e altri”. Non abbiamo mai visto una domanda tanto ampia e interpretabile, e nessun funzionario della Pesca che sia una persona seria e col cervello a posto darebbe il consenso di fronte a una domanda così vaga. Sea Shepherd stessa ha documentato le azioni della flotta mentre issava a bordo le reti e pescava, per la maggior parte, squali, distruggendo nel contempo la fragile barriera corallina.

Haie in den Laderäumen der Fischereiflotte. Foto: Jake Parker/Sea Shepherd
La flotta è stata oggetto di una breve ispezione il 9 settembre, da parte della PNTL (Polizia Nazionale di Timor Est), ma è stato consigliato di condurre un'ispezione completa perché le stive erano piene e ci sarebbero voluti giorni per condurre un'ispezione minuziosa. La flotta non è stata posta sotto arresto quando si è spostata a Kairabela, è stata lasciata completamente senza sorveglianza, se non per la Ocean Warrior, nave di Sea Shepherd, che sta monitorando la flotta 24 ore su 24. Gli equipaggi hanno passato i primi giorni sotto coperta e poi, nelle ore serali, tutte le navi hanno avviato i motori e hanno iniziato a navigare senza meta precisa per la baia, durante la notte, senza ragione alcuna, se non forse quella di buttare fuori bordo tutte le specie giudicate pescato illegale, gettandole nelle acque più profonde che si trovano appena al largo delle coste. Ciò è lo stesso che permettere a un assassino di rimanere sulla scena del delitto, senza che alcuno lo sorvegli, perché possa manomettere le prove a piacimento. Se Guterres agisse nell'interesse del popolo di Timor Est, avrebbe avuto ampissime opportunità di recarsi a bordo di queste imbarcazioni e di ispezionarle da cima a fondo dopo che il raid è stato reso di dominio pubblico il 9 settembre. Ha scelto di non farlo. .

Il popolo di Timor Est deve sentirsi orgoglioso dello spirito di iniziativa mostrato dalla PNTL, capitanata dal Comandante Jorge Monteiro e dalla sua squadra. Loro hanno a cuore l'interesse di Timor Est, e non la soddisfazione di un'azienda straniera di pesca, di proprietà privata e che conduce attività criminali. Speriamo che, ora che Guterres si è sbugiardato in tutti i media locali, il presidente e il governo di Timor Est, unitamente alla PNTL, condurranno un'indagine completa, non solo per quanto riguarda le azioni della flotta della Hong Long, ma anche sulle intenzioni di Guterres e su coloro a cui va la sua lealtà, dal momento che egli, chiaramente, non sta agendo nell'interesse della nazione, in questo caso. Questa è una questione penale, non amministrativa, e dovrebbe essere gestita dalla Pubblica Accusa. Confidiamo nel fatto che la Pubblica Accusa farà giustizia a favore del popolo di Timor Est.

Sea Shepherd sta procedendo a presentare un resoconto legale completo delle attività di questa flotta e anche di quelle di una seconda flotta alla quale Guterres ha venduto un permesso di pesca. Delle imbarcazioni facenti parte della seconda flotta sono state oggetto di documentazione da parte di Sea Shepherd nella stessa area150 Km a sud di Timor Est, mentre utilizzava reti da posta derivanti illegali. Le leggi internazionali sulle reti da posta derivanti stabiliscono come lunghezza massima la misura di 2,5 Km, eppure Sea Shepherd è in possesso di prove, che ha consegnato alla PNTL, circa il fatto che queste imbarcazioni stessero calando reti la cui lunghezza superava i 10 Km.

Il resoconto sarà inviato a tutti i Paesi di competenza e a tutte le forze dell'ordine di competenza, inclusa l'Interpol. Sea Shepherd chiederà di nuovo assistenza al governo cinese affinché presti aiuto nel consegnare alla giustizia questi operatori illegali. In ambo i casi si tratta di aziende di proprietà di privati, che commettono crimini e coprono la Cina di vergogna della quale non vi è alcuna necessità, con l'intimo proposito di accumulare profitti per i propri azionisti. Lo scorso anno, Sea Shepherd ha scoperto una flotta di 6 imbarcazioni che utilizzavano reti da posta derivanti illegali nell'Oceano Indiano e ne ha segnalato le azioni al Chinese Bureau of Fisheries, che ha agito positivamente. La Cina prende molto sul serio i crimini legati alla pesca INN (Illegale, non segnalata e non regolamentata) e speriamo che agiranno nuovamente anche riguardo a questi casi.

Timor Est ha uno dei più alti livelli di biodiversità marina del mondo: una risorsa incontaminata che, se gestita correttamente, porterà milioni di dollari all'economia locale. Una persona che si rende conto di questo fatto è il Dr. José Ramos-Horta, che recentemente era impegnato nella promozione dell'eco-turismo a Singapore. Quando gli è stato chiesto cosa pensava di queste flotte straniere che saccheggiano le acque locali, l'ex primo ministro ha dichiarato: “Timor Est deve fermare le attività di pesca commerciale condotte da stranieri privi di scrupoli. Dobbiamo proteggere le nostre risorse naturali, ciò che sta avvenendo è uno scandalo.”

Cronologia degli eventi precedenti:

Nel mese di febbraio 2017 è emerso un video di un trasbordo di un carico di squali, del peso di 43 tonnellate secondo le stime, tra le 15 imbarcazioni di proprietà della Hong Long, le Fu Yuan Yu 9607 - 9621 e l'ammiraglia Fu Yuan Yu Leng 999. Tutte le imbarcazioni sono di proprietà della stessa azienda, nonostante il Nasdaq statunitense comprendesse la Pingtan Marine Enterprises (PME), anch'essa con sede a Fuzhou, in Cina, che ha annunciato ai propri azionisti che possiede le imbarcazioni che agiscono, munite di permesso, a Timor Est. Sia la Pingtan sia Hong Long sono di proprietà della stessa famiglia.

Nelle riprese del febbraio 2017, effettuate con l'uso di droni, si vedono chiaramente squali presenti sulla lista del CITES che vengono caricati sull'ammiraglia. È stata attivata un'indagine ma, per ragioni che rimangono un mistero ai più, alla flotta è stato concesso di continuare le attività e le è stato permesso di lasciare Timor Est nonostante l'indignazione dell'opinione pubblica.

È stato allora che a Sea Shepherd, oltre che ad altri, è stato chiesto di prestare assistenza, da parte dell'Onorevole Dr. Jose Ramos Horta, che ha avanzato la richiesta in aprile durante una visita a Singapore. Sea Shepherd ha intrapreso un'indagine completa riguardante le aziende e la loro variegata storia di attività di pesca illegale. Nel 2014, la Ministro indonesiana della Pesca, la Signora Susi Pudjiastuti, ha scacciato la Hong Long e la Pingtan dalle acque indonesiane per attività di pesca illegali. Queste aziende hanno tuttora la proibizione di pescare in acque indonesiane. Come accade per la maggior parte di tali flotte straniere di pescherecci, questo significa semplicemente che si spostano verso l'obiettivo successivo da sfruttare: Timor Est.

Nel mese di agosto 2017, l'ammiraglia visibile nelle riprese di febbraio è stata trattenuta nel Parco Nazionale delle galapagos e l'equipaggio sta ora scontando pene detentive in una prigione dell'Ecuador. Ancora una volta vengono registrate attività illegali.

Die OCEAN WARRIOR bewacht die Fischereiflotte in Osttimor. Foto: Gary Stokes/Sea Shepherd
SSea Shepherd invia la propria nave Ocean Warrior a documentare le attività di questa flotta, dal momento che Timor Est non ha mezzi per monitorarne l'attività una volta che la flotta è fuori vista da terra. Il 5 settembre la Ocean Warrior ha documentato le attività della flotta mentre essa issava a bordo le reti da posta 150 Km a sud di Timor Est nelle acque contese tra Timor Est e l'Australia, in merito alle quali è stato di recente raggiunto un accordo.

La flotta si è diretta a nord verso Timor Est e la Ocean Warrior l'ha seguita prima di recarsi a Dili per consegnare le prove alle autorità. È stato allora che la PNTL ha chiesto assistenza a Sea Shepherd al fine di abbordare le imbarcazioni che si trovavano all'ancora a Com, per condurre un'ispezione visuale e acquisire documentazione. L'ispezione ha confermato che la flotta aveva come obiettivo delle proprie attività gli squali, dato che la maggior parte delle stive delle imbarcazioni erano piene di squali, come si vede ampiamente nelle foto comparse sui media di tutto il mondo.

Traduzione a cura di Barbara Abatti