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15 marzo 2019

Mentre centinaia di corpi mutilati di delfini continuano a spiaggiarsi sulle coste atlantiche francesi quali vittime accidentali della pesca industriale d’altura, una squadra di volontari di terra di Sea Shepherd ha scoperto un ammasso di delfini morti a Les Sables d’Olonne, dove i corpi dei cetacei che vengono raccolti sulle spiagge vengono scaricati prima di essere spediti a un impianto di trasformazione.

Secondo i ricercatori, solo il 20% dei delfini uccisi finisce sulle spiagge e, dal momento che sono stati trovati 700 corpi dalla fine di dicembre, quest’anno probabilmente svariate migliaia di essi sono già stati uccisi.

Osservatori indipendenti sono persone non gradite sui pescherecci a Les Sables

Per i ricercatori, il primo passo per risolvere la situazione sarebbe quello di identificare chiaramente le imbarcazioni responsabili con la presenza di osservatori oppure telecamere a bordo. Mentre in molti paesi queste soluzioni sono obbligatorie, la Francia non solo autorizza metodi di pesca distruttivi in aree molto sensibili ma permette ai suoi pescatori di poter rifiutare ogni tipo di controllo indipendente. I pescherecci a strascico di Les Sables d’Olonne e Saint Gilled, filmati da Sea Shepherd con delfini nelle proprie reti, hanno rifiutato la presenza di osservatori.

“Quando questo diventerà obbligatorio per legge? Per quanto tempo ancora il governo permetterà a un manipolo di persone di bloccare il progresso su tale questione? Come si può spiegare il fatto che i comitati di pescatori abbiano così tanto potere e impunità in questo paese?” chiede Lamya Essemlali, Presidente di Sea Shepherd France.

“Va detto che, a parte le dichiarazioni d’intento rilasciate ogni anno con comunicati stampa, il governo non prende sul serio questo problema ed è più interessato a proteggere le necessità dei pescatori.”

La Francia è uno dei paesi firmatari delle Convenzioni di Protezione dei Cetacei ed si è impegnata a incrementare le misure per ridurre al minimo le loro catture. I ricercatori sono preoccupati perché i delfini sono specie molto sensibili che si riproducono lentamente e con poche nascite. Nel momento in cui il loro declino è visibile, è generalmente già troppo tardi.

“Trent’anni di incontri e discussioni con i comitati di pescatori hanno portato all’attuale situazione catastrofica”, continua Essemlali, che denuncia il più grande spiaggiamento mai prima documentato. “Il tempo delle discussioni è finito, ora c’è urgente bisogno di agire.”

Le dichiarazioni dei comitati dei pescatori e l’inefficacia dei pingers

Il presidente del Comitato di Pescatori della Loira, José Jouneau, ha dichiarato - regolarmente citato ma senza alcuna verifica ufficiale - che quest’anno i pescherecci a strascico sono equipaggiati con pingers (dispositivi acustici di dissuasione sottomarini). Al contrario, Sea Shepherd ha ricevuto informazioni da fonti affidabili che indicano non essere vero e ciò è stato effettivamente verificato sul campo. In febbraio le reti dei due pescherecci a strascico che contenevano delfini morti e che erano sotto sorveglianza, non avevano questi dispositivi. E, nel caso li avessero avuti, ciò avrebbe confermato la loro inefficacia.

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Impunità per i bracconieri

Il caso dei delfini morti è solamente la punta dell’iceberg. Sea Shepherd ha anche documentato, durante i propri pattugliamenti, la presenza di pescherecci a strascico mentre pescavano nel mezzo del pianoro marino di Rochebonne in svariate occasioni, nonostante il divieto per queste imbarcazioni di pescare in quell’area per permettere agli ecosistemi di avere un periodo di recupero. Quali controlli e sanzioni dovrebbero essere elevati a questi bracconieri? Abbiamo sporto denuncia contro due di loro, beccati mentre pescavano illegalmente, uno registrato a Saint Nazare e scaricato a La Turballe, l’altro registrato a Les Sable d’Olonne. Le due imbarcazioni stavano pescando di frodo nel mezzo del pianoro marino di Rochebonne, senza nemmeno prendersi il disturbo di spegnere i loro AIS (sistemi di identificazione automatica, dimostrando quindi un’attitudine alla totale impunità che regna in quell’area.

Le visite e la conferenza stampa a bordo della Sam Simon

La nave pattugliatrice principale dell’Operazione Dolphin ByCatch, la M/Y Sam Simon, sarà a Bordeaux Sabato 16 e Domenica 17 marzo. La nave sarà aperta al pubblico per le visite e i visitatori potranno incontrare l’equipaggio e avere informazioni sulle problematiche e sugli obiettivi della missione. L’evento FB https://www.facebook.com/events/355477111533280/

Lunedì 18 marzo alle ore 10:00 si terrà una conferenza stampa a Bordeaux, a bordo della Sam Simon, dove saranno presenti Lamya Essemlali (Presidente di Sea Shepherd France nonché a capo dell’Operazione Dolphin ByCatch), il Capitano Thomas Le Coz (capitano della Sam Simon) e il Capitano Alex Cornelissen (CEO di Sea Shepherd Global).

A proposito di Operation Dolphin ByCatch:

Operation Dolphin ByCatch è una campagna di Sea Shepherd al largo della costa atlantica francese che mette sotto i riflettori le mortali pratiche di pesca responsabili ogni anno della morte di migliaia di delfini.

Per maggiori informazioni: https://www.seashepherd.it/la-my-sam-simon-arriva-in-francia-per-la-campagna-contro-il-massacro-di-delfini/

Articolo originale: https://www.seashepherdglobal.org/latest-news/dolphins-stockpile/

Traduzione a cura di Marina Fenestrelli




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