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Sea Shepherd ha contrastato le attività di baleneria giapponesi all’interno del Santuario dei Cetacei in Oceano del Sud, attraverso spedizioni nelle acque antartiche, la prima volta nel 2002 e poi con campagne consecutive dal 2005 al 2017. Nel corso di questo periodo oltre 6.000 balene sono state salvate dagli arpioni dei balenieri giapponesi dediti alla caccia commerciale i quali, a fronte degli interventi di Sea Shepherd, fingevano di cacciare a fini scientifici. 

Nel 2017 il governo giapponese ha iniziato a investire milioni di dollari in misure di sicurezza per evitare che Sea Shepherd potesse fronteggiare le proprie flotte. Queste misure di sicurezza includevano sorveglianza in tempo reale di livello militare.

Captain Paul Watson vor dem Fabrikschiff NISSHIN MARU. Foto: Barbara Vega/Sea Shepherd
Anche se ciò ha impedito a Sea Shepherd di tornare in Oceano del Sud nel 2018, ha anche obbligato il Giappone a investire una grande quantità di risorse nella sicurezza costante.

In altre parole, il prezzo per impedire l’intervento di Sea Shepherd è diventato molto alto.

Una balena nuota in libertà vicino alla nave arpionatrice Yushin Maru. Foto: Steve Ward / Sea Shepherd

Secondo il Capitano Paul Watson di Sea Shepherd tutto ciò, unito al verdetto della Corte Internazionale di Giustizia che ha dimostrato la natura fraudolenta della ricerca giapponese, e alla condanna internazionale nei confronti delle loro attività in Oceano del Sud, ha portato alla decisione del Giappone di dichiarare apertamente che intraprenderà attività di baleneria commerciale.

La strategia di presentarsi come ricercatori scientifici verrà ora abbandonata e questo significa che non potranno più avere assolutamente nessuna giustificazione per la caccia alle balene all’interno di un Santuario dei Cetacei istituito a livello internazionale. Questo sarà l’ultimo anno di attività della flotta baleniera giapponese In Oceano del Sud.

La nave fabbrica della flotta baleniera, Nisshin Maru. Foto: Glenn Lockitch / Sea Shepherd.
L’obiettivo di Sea Shepherd di porre fine al massacro delle balene all’interno del Santuario dei Cetacei in Oceano del Sud si è realizzato. Questa è una vittoria per la missione di rendere l’Oceano del Sud un’area libera da tutte le attività di baleneria.

Se il Giappone deciderà di ritirarsi dalla Commissione Internazionale per la Caccia alle Balene (IWC), consentirà all’IWC di approvare la mozione per istituire il Santuario dei Cetacei in Oceano Atlantico Meridionale, ponendo così fine alla baleneria nell’emisfero australe.

Il Giappone entrerà ora a far parte, insieme a Norvegia e Islanda, delle nazioni baleniere fuorilegge nel Nord Pacifico e nel Nord Atlantico.

La Guerra alle Baleniere in Oceano del Sud volge al termine. L’attenzione si sposta ora verso l’emisfero settentrionale.

La piccolo imbarcazione di Sea Shepherd, Gemini, naviga ad alta velocità vicina alla nave arpionatrice Yushin Maru. Foto: Marianna Baldo / Sea Shepherd.
Sea Shepherd accoglie positivamente questo annuncio del Giappone e lo considera uno sviluppo positivo.

Il Capitano Paul Watson ha dichiarato “Siamo felici di vedere la fine della baleneria nel Santuario dei Cetacei in Oceano del Sud. Siamo felici perché presto avremo un Santuario dei Cetacei in Oceano Atlantico Meridionale e non vediamo l’ora di continuare a contrastare le tre nazioni baleniere pirata rimanenti, Norvegia, Giappone e Islanda. La baleneria come industria “legale” è finita. Ciò che rimane da fare è sconfiggere i pirati.”




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