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Commento del Capitano della M/Y Sam Simon, Alistair Allan

Liberia, Africa Occidentale - Un altro giorno senza nuvole, l'acqua cristallina delle coste liberiane brilla sotto i raggi del sole. Mentre guardo attraverso il mio oblò, non vi è praticamente un soffio di vento ad interrompere l’infinito orizzonte turchese davanti a me. Il telefono interno squilla nella mia cabina. Una voce entusiasta dall'altra parte annuncia: “ORCHE! Orche fuori!” Salgo rapidamente le scale fino al ponte e guardo a tribordo. Mentre provo a cercarle, un'enorme pinna dorsale taglia l'acqua proprio vicino alla nave. È la più grande del branco, la matriarca. Mi rendo conto che sono tutte attorno a noi, una famiglia di circa dodici esemplari. L'equipaggio è entusiasta vedendole nuotare intorno alla nave, con i membri più giovani del branco che giocano e saltano.

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La Sam Simon sta pattugliando le acque liberiane ormai da un mese e durante questo particolare incontro eravamo sul confine orientale della Liberia che affaccia sulla Costa d'Avorio. Il fiume Cavalla sfocia in quest’area, ricca di biodiversità. Poco prima dell'inizio dell'operazione Sola Stella, nel 2016, i pescatori artigianali locali in quest'area si lamentavano delle quotidiane incursioni di pescherecci industriali stranieri. Attraversando il confine ogni notte, queste navi investivano le loro reti e le loro canoe, rubando il pesce da cui dipendevano per il loro sostentamento. Oggi, quasi tre anni dopo, la Guardia costiera liberiana, assistita da M/Y Sam Simon e M/Y Bob Barker di Sea Shepherd, ha completamente bloccato queste incursioni.

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Non ci sono voluti tre anni per fermare le navi illegali che attraversavano le acque della Liberia. In realtà, le incursioni si fermarono quasi immediatamente con la prima pattuglia della Bob Barker. Tuttavia rimaniamo vigili e sempre presenti.

I pattugliamenti al momento sono tranquilli; i nostri radar, in rotazione continua, non mostrano alcuna nave per chilometri, tranne alcune canoe locali. Quando mi distendo sul ponte di notte, le luci fluorescenti dei pescherecci industriali sono ora sostituite dalle stelle. Con un peschereccio in grado di catturare fino a cinque-dieci tonnellate di pesce in un giorno, l'assenza di una sola nave sarebbe già considerata una vittoria, per non parlare dell’oceano senza luci che vedo ora. Sono finite le notti in cui i bracconieri saccheggiavano il mare senza scrupoli.

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Con quattro navi illegali arrestate solo in questa zona, e per un totale di tredici arresti nelle acque della Liberia, i pescherecci industriali stranieri ora sanno che, se osano attraversare la Liberia, la Guardia costiera liberiana li aspetterà. La prova del nostro successo è la scomparsa delle attività illegali e - ancora più importante - la loro sostituzione con qualcosa di completamente diverso: la fauna selvatica.

Il mare qui brulica di vita. Vediamo massicci branchi di delfini, a volte di quasi 500 esemplari; vediamo banchi di tonni, vediamo balene e in giorni speciali, come oggi, vediamo anche le orche. Quella che una volta era una zona piena di illegali reti a strascico e barche da pesca è tornata ad essere un rifugio per la vita. Le comunità locali segnalano il ritorno di grandi quantità di pesci nei luoghi di deposizione vicino alla riva. La vita, sia nel mare che per coloro che dipendono da esso, sta tornando alla normalità.

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Quando ho iniziato con Sea Shepherd, erano i tempi delle nostre campagne in difesa delle balene in Antartide. Ero abituato all’azione e agli scontri costanti. Ero fiero della nostra missione; volevo salvare le balene dagli arpioni. Otto anni dopo, mentre mi trovo sul ponte della Sam Simon, guardando queste orche nuotare, provo lo stesso senso di orgoglio. Con oltre 300’000 balene e delfini vittime, ogni anno, della cattura accessoria dovuta alla pesca industriale, ritengo che queste campagne per fermare la pesca illegale siano la naturale evoluzione di quello che ho iniziato a fare tanti anni fa. Questa volta, però, non sono solo le balene a essere protette: anche innumerevoli specie di pesci, squali, razze e tartarughe beneficiano di un oceano libero da navi da pesca illegali.

Quindi, nonostante la mancanza di azione, io e il mio equipaggio troviamo conforto ogni giorno nell’ osservare branchi di delfini giocare, o banchi di tonno nuotare -- Quella vita in Liberia sta tornando, ora la vita in Liberia è protetta ed ora la vita in Liberia è sicura, sia per gli animali che per gli umani che vivono grazie a un oceano sano.

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