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Con la partenza della M/Y Bob Barker da Port Gentil in Gabon, Operazione Albacore III si è ufficialmente conclusa. Come nelle precedenti campagne di Operazione Albacore, la Marina Gabonese (Marine Nationale) e gli ispettori dell'ANPA (Gabonese fisheries enforcement agency) hanno stazionato a bordo della Bob Barker e lavorato fianco a fianco con l’equipaggio di Sea Shepherd per pattugliare le acque del Gabon. Con la protezione legale della più grande rete di AMP in Africa – 9 nuovi parchi marini nazionali e 11 nuove riserve acquatiche create su iniziativa del Presidente Ali Bongo Ondimba per preservare più del 26% delle acque del Gabon - i ranger dell'Agenzia Nazionale dei Parchi Nazionali del Gabon (ANPN) si sono uniti ai quattro mesi di pattugliamento in mare.

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Tre pescherecci da traino illegali arrestati all’interno di riserve marine
Operazione Albacore III è iniziata con l'arresto del Hua Yi 5, un peschereccio da traino battente bandiera congolese catturato mentre pescava senza licenza in acque territoriali del Gabon, entro i confini della riserva marina del Gran Sud du Gabon, al confine con il Congo.

Tale arresto ha preceduto l’arresto di altri due pescherecci da traino, questa volta al confine settentrionale tra Gabon e Guinea Equatoriale. I pescherecci da traino cinesi Jin Li 961 e Jin Li 962 sono stati catturati dalla Bob Barker mentre attraversavano le acque del Gabon – provenienti dalla Guinea Equatoriale – allo scopo di pescare illegalmente nella riserva marina di Cap Esteria, un’area in cui vige il divieto di pesca. A bordo di uno dei pescherecci da traino gli ispettori gabonesi hanno scoperto uno squalo tigre. Entrambe le navi rimangono in detenzione presso il porto di Libreville.

Dopo gli arresti ai confini settentrionali e meridionali del Gabon, i pattugliamenti hanno avuto l'effetto desiderato di scoraggiare i bracconieri. Non sono infatti state individuate ulteriori incursioni.

Peschereccio commerciale europeo arrestato per bracconaggio a danno di squali
Con l'eliminazione della pesca illegale nelle riserve marine gabonesi, il Gabon e Sea Shepherd si sono nuovamente uniti con lo stato insulare centroafricano di São Tomé e Príncipe per pattugliare le acque di São Tomé.

Operando a bordo della Bob Barker, la guardia costiera di São Tomé e i guardiapesca di São Tomé e Príncipe, hanno arrestato un peschereccio senegalese – ma collegato alla Spagna - che impiegava palangari per la pesca di squali.

Sebbene il peschereccio con palangari fosse autorizzato a pescare "tonno e specie simili", le ispezioni hanno rivelato che le stive del peschereccio Vema erano riempite esclusivamente con due tonnellate di squali, prevalentemente della specie squalo azzurro. Si tratta di una specie che l’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura (IUCN) ha classificato come "quasi minacciata". Le pinne di questi squali sono state tagliate dai corrispondenti torsi.

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Le norme sulla pesca di São Tomé vietano la lavorazione degli squali in mare. Si tratta di misure di conservazione volte a garantire che i corpi degli squali non vengano rigettati in mare per fare spazio alle più pregiate pinne di squalo, consentendo così ai pescherecci di uccidere un maggior numero di squali.

L'arresto del Vema è il quarto colpo effettuato negli ultimi due anni a danno di bracconieri di squali. Tre di questi colpi sono il risultato diretto di operazioni congiunte tra São Tomé e Príncipe e Gabon, con l'assistenza delle navi e dell'equipaggio di Sea Shepherd.

Vietata la posa deliberata di reti attorno a balene e squali balena
Tre anni di operazioni di pattugliamento di Albacore, insieme al monitoraggio da parte dei guardiapesca gabonesi, hanno rivelato che alcuni pescherecci industriali con reti a circuizione stavano deliberatamente circondando balene e squali balena con reti da pesca a circuizione, ben consci del fatto che i tonni si radunano intorno a questi mammiferi in cerca di cibo.

Balene e squali balena rischiano di rimanere incastrati nelle reti per ore, poiché i pescatori non aprono la rete fino a quando i pesci non sono stati completamente caricati a bordo. A quel momento, le possibilità di sopravvivenza per balene e squali balena – nel frattempo colti dal panico - sarebbero scarse.

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Sulla base dei nuovi regolamenti, se balene o squali balena vengono inavvertitamente catturati nella rete a circuizione, le reti devono essere immediatamente aperte anche se il peschereccio rischia di perdere l'intera cattura di tonni. Il regolamento ha il potenziale di salvare la vita di molti mammiferi marini e squali balena e mostra l'importanza degli abbordaggi e delle ispezioni da parte delle autorità in mare.

Dispositivi di aggregazione dei pesci (FAD) in fase di eliminazione.
Prima di Operazione Albacore, i dispositivi di aggregazione di pesce, comunemente noti come FAD, non erano regolamentati. I FAD sono oggetto galleggianti, solitamente di plastica, che attirano i pesci. Sonar e apparecchiature di comunicazione satellitare ad alta tecnologia montate sui FAD informano i pescherecci riguardo alla quantità di pesce presente. I FAD sono un problema perché comportano un alto numero di catture collaterali accidentali di squali e pesci giovani. A tale proposito, la pesca con FAD nelle acque del Gabon ha determinato un tasso di catture di tonni al di sotto dell’età riproduttiva vicino all'80%, contro il 12% dei banchi di tonno in libertà. Il Gabon sta ora regolamentando il numero permesso di FAD dispiegati via nave. In Gabon, sempre più persone iniziano a chiedere il divieto assoluto di impiego dei FAD. Questa eventuale permetterebbe di salvare della vita di moltissimi squali.

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Operazione Albacore continua

Sebbene Operazione Albacore III sia conclusa con la partenza della Bob Barker dalle acque del Gabon, Sea Shepherd si impegna a continuare il lavoro con le autorità del Gabon e con gli altri partner regionali per difendere, conservare e proteggere il Golfo di Guinea da pratiche di pesca illegali e distruttive.

Articolo originale: https://www.seashepherdglobal.org/latest-news/albacore3-campaign-wrap/




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