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mil9181Sea Shepherd è tornata per la quinta stagione nel mare di Cortez per riprendere le pattuglie mirate alla protezione della focena, anche nota come “vaquita”, mammifero marino in pericolo critico di estinzione. .

San Felipe, Messico – 20 agosto 2018 – la nave M/V Farley Mowat di Sea Shepherd, quest’anno, è approdata in anticipo sulle coste del golfo superiore della California per dare il via all’operazione Milagro. Negli anni scorsi la campagna è iniziata attorno all’inizio di novembre, periodo in cui i totoaba rientrano dalla migrazione nell’habitat della vaquita. Quest’anno invece, dato lo stato critico in cui si trova la vaquita – al momento è il mammifero marino più a rischio di estinzione al mondo - Sea Shepherd è tornata prima sulle coste del golfo e lo ha fatto provvista di rinnovata forza e comprovate tecniche per proteggere la più piccola focena del mondo. 

“C’è molto lavoro da fare se vogliamo garantire la sopravvivenza della focena. Sea Shepherd inizierà rimuovendo il materiale per la pesca di totoaba inutilizzato (le cosiddette reti fantasma). Probabilmente, ad inizio stagione ci imbatteremo occasionalmente in reti attive“ afferma il Capitano Locky Maclean, Direttore delle operazioni marine di Sea Shepherd nonché Capitano per la campagna stessa. “ Vogliamo assicurarci che non avvenga nessun tipo di pesca nell’area protetta e vogliamo prevenire il bracconaggio pattugliando l’area con a bordo agenzie partner del governo messicano.”


L’ultimo studio pubblicato contava meno di 30 focene ancora in vita. Da due anni a questa parte, nessun gruppo scientifico ha pubblicato nuovi studi.

Sea Shepherd lancia Operazione Milagro V e in questa quinta edizione il gruppo per la conservazione marina utilizzerà tecniche di azione diretta per proteggere le focene. “Milagro” significa, nell’idioma spagnolo, “Miracolo”, un termine appropriato dato che, al momento dell’inizio dell’operazione, non si avvistavano focene da ben due anni. Molte persone andavano dicendo che il mammifero marino fosse già estinto. Il team di Sea Shepherd ha avvistato e registrato una focena a inizio 2015. Questo è stato reso possibile grazie al rinnovato impegno del governo messicano, il quale si è impegnato nella protezione di questa specie endemica, rendendo possibile la nascita di una cooperazione.

Da quel momento, Sea Shepherd ha sviluppato l’unico metodo per ora convalidato in grado di mantenere in vita la piccola focena: la rimozione dell’attrezzatura da pesca illegale dal suo habitat.

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La ragione del rapido declino della vaquita è stato il bracconaggio del totoaba. Quando però, negli anni settanta, il totoaba è stato giudicato in pericolo di estinzione, la sua pesca è diventata illegale.

Recentemente è stato scoperto che il totoaba assomiglia molto all’endemica ombrina cinese, un pesce messo fortemente a rischio di estinzione a causa dell’altissima domanda della sua vescica natatoria. Questa rivelazione è risultata in un’ enorme quantità di pesca illegale di totoaba, alla ricerca della sua vescica natatoria, che si crede abbia proprietà medicinali. Questo tragico destino non ha colpito solo il pesce in questione ma, sfortunatamente, pure la vaquita. Le due specie hanno la stessa grandezza e, durante la stagione della deposizione delle uova, popolano la stessa identica zona. Questo risulta la morte della vaquita a causa delle reti da pesca, anche note come reti da posta, posizionate per catturare i totoaba.

Se prima le piccole focene del golfo di California erano solite finire predate dalla pesca di gamberi e pesci, ora sono anche vittime di reti da posta costruite per pesci della loro stessa taglia. 

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Queste reti, in combinazione con l’insaziabile domanda di vescica natatoria in Cina e l’osceno valore al quale i bracconieri riescono a venderle – presumibilmente un bracconiere può vendere una vescica di totoaba per $2’500, che può poi venire rivenduta al mercato nero asiatico per $20’000 – minacciano la sopravvivenza dei totoaba e delle vaquita come mai prima d’ora.

La presenza di Sea Shepherd è dunque cruciale per rimuovere le reti illegali e per liberare la fauna marina.

Il governo messicano ha fatto degli sforzi senza precedenti per salvare questa specie nativa, dedicando una grossa parte della marina, dell’esercito e di diverse altre istituzioni governative per risolvere il problema. Non è affatto un compito facile e Sea Shepherd è testimone dell’impegno di centinaia di persone che lavorano insieme per proteggere la vaquita. Sea Shepherd collabora con il governo messicano per rimuovere l’attrezzatura da pesca illegale dall’habitat della vaquita e fornisce informazioni e consigli pratici alle autorità. Gli ambientalisti forniscono anche importanti dati agli scienziati e lavorano con la comunità per aiutarli ad abbandonare l’industria non-sostenibile e per promuovere la conservazione dell’ambiente.

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Dal momento in cui l’operazione è iniziata, Sea Shepherd ha rimosso 808 reti da pesca illegale. Ciò è costato ai bracconieri circa $857’779 solo in attrezzatura da pesca. Sea Shepherd ha salvato 3’069 animali, inclusa una megattera, 88 totoaba (specie a rischio estinzione), una tartaruga liuto (specie a rischio estinzione) e 21 squali. Questi numeri non includono le centinaia di animali salvati con la rimozione di reti e altra attrezzatura da pesca, prima che questi vi si potessero incastrare.

Ciò nonostante, proteggere la vaquita dalle attività illegali non è un’ impresa facile. Un drone di Sea Shepherd è stato abbattuto e una nave è addirittura stata oggetto di una sparatoria.

“Se Sea Shepherd non fosse stata presente nel mare di Cortez, la vaquita potrebbe essere ormai estinta” afferma il Capitano Paul Watson, fondatore e CEO dell’organizzazione ambientalista. “Ogni anno diventiamo più efficienti nel compito di proteggere la focena del golfo di California”.

“Soltanto l’anno scorso abbiamo rimosso più attrezzatura da pesca che in tutti gli anni precedenti messi insieme. Per Milagro V in questo momento disponiamo di una nuova nave con miglior capacità di rimozione delle reti” - continua Capitan Watson - “In risposta a tutte le persone che sostengono che per la vaquita non vi sia più speranza, noi non possiamo che trovarci in disaccordo. Continueremo a batterci per lei, e combatteremo come mai prima d’ora. Incoraggio ognuno di voi ad unirsi a noi”.

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La campagna non prevede per ora una fine dato che il bisogno di tenere la vaquita sotto stretta sorveglianza diventa sempre più urgente. Sea Shepherd ha intrapreso ciò che serve per riportare indietro la specie dal baratro dell’estinzione: essere presenti nel golfo superiore della California, pattugliando l’habitat della vaquita e rimuovendo le minacce alla sua sopravvivenza.




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