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walfang15229 novembre 2015 Il CEO di Sea Shepherd Global, il Capitano Alex Cornelissen, ha condannato i piani del Giappone di tornare in Oceano del Sud per massacrare le balene durante questa estate australe.

"Le acque incontaminate dell'Oceano del Sud sono ancora una volta sotto la minaccia dei bracconieri", ha detto Cornelissen."Vorremmo ricordare al governo giapponese che le balene dell'Oceano del Sud sono protette dal diritto internazionale, dalla legge australiana e da Sea Shepherd. Per questo motivo, qualsiasi violazione della santità del Santuario dei Cetacei dell'Oceano del Sud o del Santuario delle Balene Australiano sarà considerata come un atto criminale".

Nonostante la crescente condanna legale e scientifica, il Giappone persiste nei suoi piani di continuare il bracconaggio di balene in Oceano del Sud. Sabato scorso, l'Agenzia Giapponese per la Pesca ha comunicato ufficialmente alla Commissione Baleniera Internazionale (IWC) di stare preparando gli arpioni della propria flotta baleniera per tornare nelle acque dell'Antartide.

Sea Shepherd ha nuovamente chiesto al Primo Ministro australiano, Malcolm Turnbull, di intervenire per garantire che i bracconieri di balene non si allontanino dal Giappone. 

"Il Primo Ministro Turnbull ha il dovere di garantire che la terribile questione delle operazioni di bracconaggio di balene del Giappone sia in cima all'ordine del giorno durante la sua visita in Giappone del mese di dicembre", ha dichiarato il Direttore Generale di Sea Shepherd Australia, Jeff Hansen."Deve essere chiaro al Giappone che cacciare balene all'interno del Santuario delle Balene Australiano è un atto criminale e che l'Australia ha la responsabilità internazionale di intervenire ed arrestare i criminali che operano nelle nostre acque", ha aggiunto.
Il 31 marzo 2014, la Corte Internazionale di Giustizia (ICJ) ha dichiarato che il programma giapponese di caccia alle balene è commerciale ed illegale, e ne ha ordinato l'immediata cessazione. 

walfang151Inizialmente, il governo del Giappone dichiarò che avrebbe rispettato la sentenza. Tuttavia, pochi mesi dopo il Giappone ha svelato i suoi piani per il nuovo programma di baleneria chiamato NEWREP-A, in base al quale altre 4.000 balenottere minori, specie protetta, verrebbero uccise in un periodo di 12 anni. 

Fin dall'annuncio del programma, le autorità scientifiche di tutto il mondo hanno rifiutato il NEWREP-A, affermando che il Giappone non è stato in grado di fornire alcuna base scientifica per il massacro continuo di balene in Oceano del Sud. 

Impossibilitato a far rientrare il NEWREP-A nei termini delineati dalla sentenza dell'ICJ, il governo giapponese ha cercato un'altra scappatoia per consentire le proprie operazioni di bracconaggio.

Il mese scorso, in una dichiarazione speciale, il Giappone ha consigliato al Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moo, di non far valere la giurisdizione della Corte Internazionale di Giustizia sulle questioni relative alla "ricerca e alla conservazione, gestione e sfruttamento delle risorse biologiche del mare", vanificando così ulteriori sfide legali al proprio programma di caccia davanti alla corte internazionale.

Il 18 novembre 2015, il Tribunale Federale Australiano ha ritenuto la società per la caccia alle balene, Kyodo Senpaku Kaisha Ltd,, finanziata dal governo giapponese, colpevole di violazione di un ordine del 2008 di smettere di uccidere balene nel Santuario delle Balene Australiano, multandola per un milione di dollari australiani per la violazione. 

Il Presidente del Consiglio di Amministrazione di Sea Shepherd Australia, il Capitano Peter Hammardstedt, ha dichiarato: "Il governo australiano deve difendere le sue leggi e lo stato di diritto nelle sue acque. Qualora i balenieri dovessero entrare nelle acque australiane e dirigersi verso le balene nel Santuario delle Balene Australiano, come sembrano intenzionati a fare, le autorità australiane dovrebbero immediatamente sequestrare i mezzi dei bracconieri".

La nave di Sea Shepherd Steve Irwin, attualmente ormeggiata a Melbourne, in Australia, è stata preparata per la seconda campagna dell'organizzazione indirizzata verso gli operatori illegali di pesca all'austromerluzzo in Oceano del Sud.

"Sea Shepherd è un'organizzazione anti-bracconaggio. Siamo pronti a trovare, documentare, relazionare e, se possibile, intervenire contro le operazioni di bracconaggio che minacciano il prezioso equilibrio della vita in Oceano del Sud, qualsiasi forma questi bracconieri possano prendere, qualunque vita essi minaccino", ha detto Cornelissen. "Se Sea Shepherd dovesse imbattersi in attività criminali, la nostra storia parla da sé. Come sempre, interverremo direttamente per evitare che il crimine abbia luogo", ha concluso.




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