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thunder06071514 luglio 2015 

Il Capitano, l’Ingegnere Capo e il Secondo Meccanico della famigerata nave bracconiera Thunder sono stati accusati di aver inquinato l’ambiente marino, di navigazione pericolosa, di falso e negligenza a São Tomé e Príncipe.

Le accuse sono state emesse da un tribunale locale venerdì, dopo un'indagine di tre mesi sugli eventi relativi all'affondamento della nave bracconiera nelle acque al largo dello stato insulare dell'Africa occidentale, il 6 aprile di quest'anno.

Il Capitano cileno Luis Alfonso Rubio Cataldo, l’Ingegnere Capo spagnolo Agustin Dosil Rey e il Secondo Meccanico, anch’egli spagnolo, Luis Miguel Perez Fernandez, hanno obbligo di residenza e non sono autorizzati a lasciare il paese in attesa del processo.

Al momento del naufragio, la Thunder costituiva l’obiettivo della nave di Sea Shepherd Bob Barker, che ha portato avanti un inseguimento record di ben 110 giorni.

L’inseguimento è iniziato quando la nave conservazionista ha intercettato la nave bracconiera mentre era impegnata in attività di pesca illegale ai danni di merluzzi vulnerabili nella zona della Banzare Bank, in Antartide, una regione regolamentata dalla Commissione per la Conservazione delle Risorse Biologiche dell'Antartico (CCAMLR).

Sea Shepherd ritiene che la Thunder sia stata intenzionalmente affondata nel tentativo di nascondere il suo carico di austromerluzzi vulnerabili, illegalmente catturati nella regione gestita dalla CCAMLR.

La Bob Barker, capitanata dallo svedese Peter Hammarstedt, e la Sam Simon, capitanata dall’indiano Sid Chakravarty, hanno soccorso l’intero equipaggio della Thunder, composto da 40 persone, tutte messe in salvo sulle zattere di salvataggio prima che la nave affondasse.

Prima che la Thunder venisse completamente sommersa, alcuni membri dell’equipaggio di Sea Shepherd sono riusciti a salire a bordo della nave e a raccogliere prove, tra le quali un merluzzo congelato che è stato poi consegnato alla polizia.

I Capitani Hammarstedt e Chakravarty hanno riferito dettagli sul naufragio e sulle operazioni di soccorso alle autorità, tra le quali l'Organizzazione Internazionale di Polizia Interpol. A seguito di queste informazioni, l'intero equipaggio della Thunder è stato arrestato all'arrivo a São Tomé e Príncipe, dove il Capitano e gli ufficiali da allora sono rimasti.

I Capitani Hammarstedt e Chakravarty si sono congratulati con tutte le parti coinvolte nelle indagini, in particolare con le autorità di São Tomé e Príncipe.

thunder0607152"All’inizio di Operazione Icefish, abbiamo promesso che avremmo cacciato i bracconieri fuori dalle “zone d’ombra” dell'Oceano del Sud e li avremo consegnati nelle mani della giustizia. Grazie a una rete di collaborazioni e al coordinamento per l'applicazione del diritto internazionale e alle autorità di São Tomé e Príncipe, che hanno guidato le indagini sulla Thunder, quella promessa è adesso una realtà", ha detto il Capitano Hammarstedt.

"Le autorità di São Tomé e Príncipe hanno dimostrato un grande impegno affinchè fosse fatta giustizia nel caso della Thunder", ha detto il Capitano Chakravarty. "A partire dall’accoglienza dell'equipaggio della Thunder, sbarcato dalla Sam Simon a São Tomé e Príncipe, e proseguendo con le dichiarazioni rilasciate in Germania da Sea Shepherd, fino alle accuse formali emesse oggi dagli ufficiali nel loro tribunale locale, le autorità hanno dimostrato che l'impegno e la collaborazione sono gli strumenti per affrontare i crimini internazionali in materia di pesca. Dopo aver attraversato quattro oceani, sei paesi e molteplici nazionalità, il successo di Operazione Icefish continua".

La Thunder è la più famosa delle sei navi che Sea Shepherd chiama le "Bandito 6", inserite nella lista nera per le loro attività di pesca Illegale, non Dichiarata e non Regolamentata (INN) del vulnerabile merluzzo in Oceano Antartico.

Le Bandito 6 sono state l’obiettivo della recente campagna di Sea Shepherd in difesa dell’Oceano del Sud, Operazione Icefish, iniziata nel dicembre 2014.

L’11° campagna di Sea Shepherd nelle acque dell'Antartide è stata determinante per accendere i riflettori sugli operatori del bracconaggio e per fermare le loro attività di pesca illegale.

Dal lancio di Operazione Icefish, tutte e sei le navi fuorilegge sono state individuate e sono adesso fuori combattimento, mentre diverse indagini sulle loro attività illegal sono attualmente in corso.
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