• Simple Item 10
  • Simple Item 7
  • Simple Item 11
  • Simple Item 5
  • Simple Item 9
  • Simple Item 8
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6

news 150406 2 4 S9 aprile 2015

Oggi la nave di Sea Shepherd Bob Barker è attraccata a Tema, in Ghana. Ciò segna la fine dell'undicesima Campagna di Sea Shepherd in Difesa dell'Oceano del Sud: Operazione Icefish.
La campagna ha attirato l'attenzione di tutto il mondo sulla problematica del bracconaggio compiuto ai danni di due specie vulnerabili: il merluzzo dell'Antartico (Dissostichus, spp., nota di traduzione) e il nototenide della Patagonia, inoltre ha aperto la strada a un livello di collaborazione internazionale senza precedenti nella lotta contro la pesca illegale praticata negli oceani del Pianeta.

All'inizio del dicembre 2014, due navi di Sea Shepherd, la Bob Barker, capitanata da Peter Hammarstedt, cittadino svedese, e la Sam Simon, capitanata da Sid Chakravarty, cittadino indiano, sono salpate rispettivamente dall'Australia e dalla Nuova Zelanda con lo scopo di pattugliare le terre di nessuno dell'Oceano del Sud. Le navi erano alla ricerca delle sei imbarcazioni che ancora si davano al bracconaggio del merluzzo dell'Antartico, navi a cui Sea Shepherd ha dato il nome di "Bandit 6", note per le proprie attività illegali in acque antartiche. 

Il 17 dicembre 2014 la Bob Barker ha intercettato la più famigerata di queste navi bracconiere, la Thunder, ricercata dall'Interpol. Ciò è avvenuto nel Banzare Bank, in Antartide. Nei quattro mesi e mezzo che sono seguiti, la nave di Sea Shepherd ha attuato un inseguimento da record della nave braccconiera, coprendo circa 11.533 miglia nautiche, passando dall'Oceano del Sud all'Oceano Indiano, e infine all'Oceano Atlantico.

Il 25 dicembre 2014 la Sam Simon ha iniziato un'operazione di recupero, che sarebbe durata per quattro settimane, finalizzata a rimuovere 72 km di attrezzature da pesca illegali abbandonate dalla Thunder quando essa ha iniziato la propria fuga dalla Bob Barker. Le attrezzature confiscate sono state poi consegnate alle autorità locali delle Isole Mauritius, come primo passo della prima indagine di tutti i tempi riguardante un'imbarcazione nei confronti della quale l'Interpol aveva emesso una Purple Notice (notifica finalizzata a reperire informazioni in merito ad attività illegali, nota di traduzione).

Il 2 febbraio, la Sam Simon ha intercettato altre due delle navi facenti parte delle "Bandit 6": la Kunlun e la Yongding, in acque australiane, a ovest del Mar di Ross, e ha quindi inseguito la Kunlun, scacciandola dalle aree di pesca dell'Oceano del Sud. 

A marzo, la Kunlun e un'altra delle “Bandit 6”, la Viking, ambedue oggetto di Purple Notice emesse dall'Interpol, sono state trattenute dalle autorità nel Sud-Est asiatico. Attualmente sono in corso indagini riguardanti i crimini commessi da quelle imbarcazioni. 

Lunedì, in uno sviluppo inaspettato, la Thunder è stata affondata nelle acque di São Tomé e Príncipe, al largo della costa occidentale dell'Africa, dopo 110 giorni di inseguimento da parte della Bob Barker. Sea Shepherd ritiene che l'affondamento rappresenti un atto intenzionale di sabotaggio da parte del capitano e degli ufficiali della nave, che stavano tentando di occultare le prove delle attività illegali di pesca perpetrate dall'imbarcazione. 

Le navi di Sea Shepherd sono state in grado di salvare tutti i 40 membri dell'equipaggio, inclusi il capitano, gli ufficiali e la squadra di coperta, che erano tutti saliti a bordo delle scialuppe di salvataggio prima che la Thunder affondasse.

L'equipaggio della Thunder è stato accolto a bordo della Sam Simon, che ha consegnato i naufraghi salvati alla guardia costiera di São Tomé e Príncipe nelle ore successive della stessa sera. L'equipaggio della Thunder è stato trattenuto a São Tomé, mentre continuano le indagini relative all'affondamento della loro imbarcazione.

Il Capitano Peter Hammarstedt, comandante della Bob Barker, ha affermato: "Come sempre, giudichiamo il nostro successo in base al numero delle vite che salviamo. Grazie a Operazione Icefish, Sea Shepherd non ha soltanto salvato le vite di innumerevoli merluzzi dell'Antartico, ma siamo anche stati in grado di proteggere le molte creature marine che altrimenti sarebbero state vittime delle uccisioni indiscriminate perpetrate da questi pescatori che agiscono illegalmente. Le nostre azioni sono costate ai bracconieri milioni di dollari in profitti non realizzati e abbiamo mandato un messaggio molto chiaro a coloro che ancora rimangono: il bracconaggio in acque antartiche non sarà tollerato".

Il Capitano Hammarstedt continuerà a tenere i contatti con l'Interpol al fine di consegnare il rimanente materiale probatorio raccolto sulla Thunder. 

Il Capitano Sid Chakravarty, comandante della Sam Simon, ha dichiarato: "Le iniziative di cooperazione internazionale generate da Operazione Icefish hanno aperto la strada a un nuovo approccio nella lotta ai reati internazionali relativi alla pesca. Sea Shepherd ha rappresentato l'avanguardia, mentre l'Environmental Crimes Unit dell'Interpol, unità specializzata in quest'ambito, ha coordinato il tutto, e i governi del mondo hanno agito. Questa esperienza ha rappresentato una vera ispirazione ed è stato un onore capitanare i nostri equipaggi pieni di dedizione durante questa campagna". 

Il Capitano Chakravarty continuerà a tenere i contatti con le autorità di São Tomé in relazione all'equipaggio della Thunder. Sea Shepherd sarà altresì pronta a fornire assistenza, se la Yongding dovesse cercare di attraccare nelle prossime settimane.

Operazione Icefish è stata la prima campagna di Sea Shepherd ad avere come obiettivo la pesca illegale, non regolamentata e non segnalata ai danni dei merluzzi dell'Antartico, perpetrata nelle acque dell'Antartide. È stata inoltre la campagna più lunga che si sia svolta in mare senza interruzioni, fino a oggi, nella storia dell'Organizzazione.

Articolo originale: http://www.seashepherd.org.uk/…/sea-shepherd-concludes-epic…

Traduzione a cura di Barbara Abatti 

The MV Bob Barker The MV Sam Simon ‪#‎SeaShepherd‬ ‪#‎OperationIcefish‬



Traduzione a cura di Barbara Abatti Immagine: L'equipaggio della Sam Simon ha recuperato 72 km di reti da posta illegali abbandonate dalla Thunder in acque antartiche. Foto: Giacomo Giorgi."" width="472" height="315" style="height: 315px; min-height: 100%; position: relative; width: auto; left: 0px;">









I cookie rendono più facile per noi fornirti i nostri servizi. Con l'utilizzo dei nostri servizi ci autorizzi a utilizzare i cookie.
Ok